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Qui il Crocifisso non si toglie





Pater Noster qui es in coelis, santificetur Nomen tuum, adveniat regnum tuum, fiat voluntas tua, sicut in Coelo et in Terra. Panem nostrum cotidianum da nobis hodie, et dimitte nobis debita nostra sicut et nos dimittimus debitoribus nostris, et ne nos inducas in tentationem, sed libera nos a malo. Amen.



La Vierge à Midi


Il est midi. Je vois l'église ouverte. Il faut entrer.
Mère de Jésus-Christ, je ne viens pas prier.
Je n'ai rien à offrir et rien à demander.
Je viens seulement, Mère, pour vous regarder.
Vous regarder, pleurer de bonheur, savoir cela

Que je suis votre fils et que vous êtes là.
Rien que pour un moment pendant que tout s'arrête.
Midi !
Être avec vous, Marie, en ce lieu où vous êtes.
Ne rien dire, regarder votre visage,
Laisser le cœur chanter dans son propre langage.
Ne rien dire, mais seulement chanter parce qu'on a le cœur trop plein,
Comme le merle qui suit son idée en ces espèces de couplets soudains.
Parce que vous êtes belle, parce que vous êtes immaculée,
La femme dans la Grâce enfin restituée,
La créature dans son honneur premier et dans son épanouissement final,
Telle qu'elle est sortie de Dieu au matin de sa splendeur originale.
Intacte ineffablement parce que vous êtes la Mère de Jésus-Christ,
Qui est la vérité entre vos bras, et la seule espérance et le seul fruit.
Parce que vous êtes la femme, l'Eden de l'ancienne tendresse oubliée,
Dont le regard trouve le cœur tout à coup et fait jaillir les larmes accumulées,
Parce que vous m'avez sauvé, parce que vous avez sauvé la France,
Parce qu'elle aussi, comme moi, pour vous fut cette chose à laquelle on pense,
Parce qu'à l'heure où tout craquait, c'est alors que vous êtes intervenue,
Parce que vous avez sauvé la France une fois de plus,
Parce qu'il est midi, parce que nous sommes en ce jour d'aujourd'hui,
parce que vous êtes là pour toujours, simplement parce que vous êtes Marie, simplement parce que vous existez,
Mère de Jésus-Christ, soyez remerciée !
Paul Claudel
(da "La Vierge à midi", Poèmes de Guerre, N.R.F., 1914-1915)





Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum, benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus. Sancta Maria, mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen.




























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giovedì, 02 luglio 2009

Honduras: sicuri si tratti di un colpo di stato? - Editoriale Samizdat

C’è chi crede che, con la morte di Augusto Pinochet e la prossima scomparsa di Fidel Castro, l’era dei dittatori sarà estinta in America Latina. È Una speranza folle. Quello che è in via di terminare è l’era dei dittatori nazionali, che preannunciano l’evento della dittatura continentale. Non stiamo vedendo la fine della tirannia latino-americana, bensì il suo upgrade. Olavo de Carvalho

Zelaya è un uomo del Foro di Sao Paulo. Ha tentato di fare quello che Chavez ha fatto un Venezuela. Ossia, il suo mandato scadeva il prossimo anno e non poteva essere rieletto, secondo la Costituzione. Allora ha indetto il solito referendum popolare per cambiare la Costituzione e poter avere un altro mandato. La Corte Suprema dell'Honduras ha riconosciuto illegale questo referendum, così come tutte le altre Alte cariche dello Stato, come il Congresso e i vertici militari. Ma Zelaya - dietro cui c'è Chavez attenzione! - non ne ha voluto sapere e il referendum è stato indetto ugualmente. A quel punto, anche con la minaccia di Chavez di invadere militarmente l'Honduras, i militari honduregni sono intervenuti, come loro dovere. Infatti, dopo l'intervento della Corte Suprema il generale Romeo Vasquez Velasquez, Comandante supremo dell'esercito, ha negato l'appoggio dei militari al referendum. Per tutta risposta Zelaya lo ha destituito.
Poiché  la Suprema Corte ha riconosciuto come illegale tale destituzione, è stata dapprima attaccata da Zelaya, poi quest'ultimo ha dovuto confermare Velasquez di nuovo nel suo incarico. Solo che Zelaya ha insistito sul referendum e ha guidato una protesta contro la decisione della Suprema Corte e i militari. Alla fine i militari sono intervenuti per fermare Zelaya.

Posso essere d'accordo con l'intervento dei militari. Non credo che tecnicamente sia un "golpe". E' Zelaya che, in piena osservanza alla strategia di presa di potere dei comunisti in AL (cfr. Chavez), stava cambiando la Costituzione per rinforzare la sua posizione e rimanere al potere: una volta preso non lo mollano facilmente. I militari hanno difeso la Costituzione, tra l'altro senza sparare un solo colpo.
La "prova del nove" della bontà dell'intervento è la reazione scomposta e isterica di Chavez che, con la delicatezza e la grazia che contraddistingue il personaggio, ha chiamato gli honduregni "gorilla trogloditi" minacciandoli di una invasione militare.
Beh, se c'è un gorilla trogolodita in America Latina si trova appunto a Caracas, lui che è arrivato al potere con due veri colpi di Stato, con una scia interminabile di morti, con ripetuti referendum per eternizzare il suo potere, più volte respinti fino a quando, con evidenti e certificati brogli, c'è riuscito, amico e finanziatore di Cuba, in perenni relazioni con Ahmadinejad e Russia, succube del Foro de Sao Paulo, finanziato dalle FARC etc. L'Honduras si è voluto risparmiare questa storia, intervenendo subito e con decisione, con i militari che hanno obbedito al mandato costituzionale di ristabilire l'ordine e salvare la libertà del paese, obbedendo quindi al potere civile, a differenza di Zelaya che prende ordini dal Foro. Dunque, a dispetto di quello che viene scritto sui giornali, l'intervento dei militari è stato perfettamente legale.
Altra prova del nove della bontà di questa azione è la condanna unanime del "mondo libero", a cominciare da B. Hussein Obama: in altri tempi gli USA avrebbero dato tutto l'appoggio a chi si opponeva all'inflitrazione comunista in America Latina ... C'é da augurarsi che l'Honduras resista alle pressioni "internazionali".

Tempo fa avevo riportato una intervista a Alejandro Pena Esclusa che era sembrata forse un po' troppo ottimista sul fatto che il Foro stava dando segni di cedimento. I colpi militari inferti da Uribe alle FARC, la sempre più crescente consapevolezza di cosa sia il Foro, il caso Honduras e, bellissima notizia di queste ore, la perdita della maggioranza parlamentare della coppia Kirchner in Argentina, in effetti aprono a qualche speranza. Bisogna però vigilare, questa metastasi dell'intelligenza che è la mentalità rivoluzionaria - di cui il comunismo è una delle forme tumorali più aggressive - ha una capacità di trasformazione diabolica. Uso l'aggettivo nel senso vero del termine.

Contro l'imbecillità collettiva  socio di  SamizdatOnLine

Articoli sull'argomento:
Non c’è stato “colpo di Stato” in Honduras di Graça Salgueiro
Colpo di stato o risveglio della coscienza? - Oggi siamo seri
Honduras, la verità nascosta  - Quid est veritas?  (2)
Obama consegna a Chavez le chiavi dell'America Latina - Il Legno Storto
No existe golpe de estado en Honduras - Hazteoir

postato da: Kukulkan alle ore 02/07/2009 16:31 | link | commenti
categorie: editoriali samizdat

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